WEB & CELL: giovani e media

Il disagio sociale e le difficoltà di apprendimento dei ragazzi, oggi costituiscono la regola, più che l’eccezione. Sotto accusa sono lo spazio e il tempo virtuale di internet e il telefono cellulare, non in quanto tali, naturalmente, ma per l’uso scorretto che se ne fa. La Confederazione di organizzazioni italiane per la ricerca analitica su gruppi (Coirag) ha aperto ieri, a Milano, un convegno dal titolo “Psiche, affetti e teche che, tra gli altri temi, porrà l’accento su cosa sta cambiando e come, nella mente e nelle relazioni sociali dei ragazzi, a causa dell’uso prolungato del web e dei telefonini (oltre che della televisione). Spero di riuscire a tenerVi informati sugli esiti del convegno, intanto, per parte mia, qualche idea al riguardo ce l’ho sempre avuta, anche se si tratta di considerazioni opinabili.

Le comunicazioni sociali, in breve tempo ed in maniera troppo drastica, sono state danneggiate da mezzi di comunicazione di massa sempre più evoluti tecnologicamente, che hanno massificato i contenuti di una comunicazione non più sana.

Finché la televisione appariva l’unica demonizzazione nel campo dei mass-media, tutte le chiacchiere che si facevano lasciavano il tempo che trovavano. Tutti in ogni caso erano e sono d’accordo sul fatto che l’inganno principale che la televisione ha prodotto è stato ed è tuttora quello di mostrare immagini e suoni apparentemente reali. Quel che si vede in tv è qualcosa che noi stessi potremmo vivere da vicino, solo che non è quello che noi, in quel preciso momento stiamo vivendo. Tutti sappiamo che qualunque cosa passi a noi attraverso il grande schermo è manipolabile e, di fatto, manipolato ad arte, secondo le esigenze commerciali e/o politiche che di volta in volta si nascondono dietro i vari programmi inseriti nei palinsesti. Tuttavia la maggior parte degli spettatori sta davanti al monitor, con la convinzione di esser dentro ad una realtà di cui a conti fatti è partecipe solo marginalmente e, in più, con l’illusione di poter fuggire dalle realtà fastidiose, semplicemente cambiando canale.

07f3e6695d65c57ad77c14a54b3ca737.jpgInternet è il non-luogo universale in cui si svolgono relazioni di quasi tutti i tipi. I contenuti veicolati riguardano praticamente tutto. È di fatto impossibile operare una benché minima selezione dei contenuti fruibili. L’azzeramento delle distanze comporta la confusione (voluta o casuale) dei ruoli, la possibilità di dare di sé un’immagine falsata senza alcun tipo di controllo, la possibilità di mentire e di costruire relazioni interpersonali che si basano su codici comportamentali completamente nuovi e, tra l’altro, non sempre necessariamente vincolanti, specialmente quando risultano scomodi.

7251ecd03d2e03d45ffd293251f5855c.jpgLa comunicazione mediata telefonicamente viene a creare, prima della diffusione del cellulare, alcune ben definite situazioni: le persone possono trovarsi a casa propria, al lavoro, per strada o da amici o parenti, ma in linea di massima si tratta di situazioni ben circoscritte, che determinano dei codici comportamentali e delle dinamiche comunicazionali facilmente individuabili. Questo dà alla comunicazione delle coordinate che orientano gli interlocutori in un senso abbastanza lineare e certo ben diverso da quello in cui sono orientati oggi.

Il cellulare innanzitutto genera due situazioni specifiche:

1.      determina reperibilità (chi ce l’ha acceso può essere rintracciato in qualunque momento e quasi ovunque) e quasi obbliga moralmente il proprietario a rispondere alla chiamata (di conseguenza annulla l’effetto “liberatorio” che si poteva vivere dall’inevitabile rintracciabilità telefonica, se si staccava la spina andando a far quattro passi o a prendere un caffè al bar, per esempio);

2.      pone il chiamante nella consapevolezza di non avere la minima idea di dove possa trovarsi il chiamato, annullando ogni possibile orientamento che si aveva, quando si faceva una telefonata ad una persona, “a casa” o “in ufficio”, però in più fornisce al chiamante la quasi sicurezza di poter parlare con la persona cercata.

Inoltre il telefonino non è solo un apparecchio telefonico: si è evoluto fino a diventare un supporto utile per scrivere, parlare, vedere a distanza il proprio interlocutore, consultare e inviare la posta, far ricerche, fare acquisti, informarsi, scambiarsi musica, immagini…ecc. Questo determina una gamma di situazioni enormemente più grande, rispetto a quella che si determinava attraverso la comunicazione telefonica col telefono fisso, con l’evidente obbligo ad obbedire ad una pluralità di codici di comportamento così vasta da determinare o una maggiore adattabilità a circostanze diverse, oppure, nel caso negativo, una confusione di ruoli specifici e quindi disorientamento.

La stretta relazione tra i giovani e i media (TV, cellulare e Internet), quando non è indirizzata secondo criteri pedagogici, etici e umani sani, espone i ragazzi ad una vasta gamma di stimolazioni emotive di breve effetto e senza contenuti duraturi (stimolando il lato emotivo senza alimentare emozioni vere), conferisce loro una falsa percezione della realtà circostante, insieme all’illusione del pieno controllo di essa attraverso la padronanza dei mezzi a disposizione (vedi l’effetto telecomando), nascondendo un nesso molto più realistico con il gran “senso di vuoto” che si va a generare. Tutto questo produce inevitabilmente una serie di anomalie nella gestione dello spazio e del tempo, dà luogo a relazioni interpersonali adimensionate, conducendo in alcuni casi alla propria spersonalizzazione, all’abbassamento del livello dell’autostima (a causa della mancanza di occasioni di confronto vero, personale e non mediato) e, infine, alla più comune e apparentemente inspiegabile insoddisfazione. Che sfocia in due reazioni diverse: o si va a ricercare nuovi stimoli emotivi, sempre più vuoti di significato, ma “forti”, generando un circolo vizioso, oppure si finisce in depressione, situazione estremamente difficile da recuperare. Naturalmente tutto questo presuppone l’obbligo di un approfondimento della dimensione etica dei mezzi di comunicazione di massa e della loro missione educativa, occorrerebbe un programma di bonifica sia della TV, sia di Internet, ma ho idea che ne siamo ancora molto lontani, anche perché bisognerebbe innanzitutto mettersi d’accordo sui criteri che la bonifica dovrebbe seguire.

WEB & CELL: giovani e mediaultima modifica: 2007-06-09T00:40:00+02:00da cnsb
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