26/10/2007

La professione di fede di Giuliano Amato (?)

Ha scelto un momento effettivamente singolare, il ministro degli Interni Giuliano Amato, per annunciare pubblicamente di essere di fede islamica. Se è questo quello che dobbiamo capire dalle sue affermazioni.

Il fatto: in commercio ci sarebbero dei copri-water molto originali, che recherebbero citazioni tratte dal Corano, scelta di dubbio gusto, su questo niente da eccepire. E questi copri-water suscitano, naturalmente, l'indignazione della comunità Islamica che, a giusta ragione, protesta appena ne ha l'occasione. Cito da ADN Kronos:

L'Imam della moschea di Latina, Sheikh Yusuf, ha protestato con forza di fronte alla grande moschea di Roma in occasione della visita di oggi del ministro degli Interni, Giuliano Amato. L'Imam della citta' laziale ha infatti denunciato che nella sua provincia sarebbe in atto una campagna di profanazione del Corano. ''Si vendono nei negozi della zona copriwater con sopra scritti i versetti del Corano - spiega -. Si tratta di un'offesa nei confronti della nostra religione verso la quale dobbiamo reagire''.


Solidarizzo anch'io sia con l'Imam, sia con la comunità che rappresenta. E solidarizza anche Amato. Cito ancora, sempre da ADN Kronos:

 ''Voglio dire agli amici di Latina, per una brutta vicenda che li riguarda, che siamo stati informati e stiamo provvedendo a intervenire - ha affermato - perche' questo e' un episodio che offende gli islamici e quindi offende anche me''

Ma non avrà voluto forse dire di esprimere la propria solidarietà, ritenendo l'offesa recata attraverso il gesto dei copri-water, un'offesa generica alla libertà di religione e dunque anche alla sua stessa libertà di esprimere il proprio credo personale? Oppure il nostro ministro degli Interni ha voluto pubblicamente dire di abbracciare la fede Islamica, semmai aggiungendo, fra le righe, che il governo Italiano simpatizza ufficialmente per l'Islam?

19:10 Scritto da: cnsb in Curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

28/08/2007

Tiene 'e ccorna

Se si vuole insultare una persona, si sa che il più delle volte o la si colpisce con improperi a sfondo sessuale, oppure la si va a colpire con insinuazioni o accuse chiare e circostanziate sulla presunta infedeltà del coniuge. E quest’ultime, forse, fanno male più delle prime. Tanto male da diventare oggetto di una precisa sentenza della Corte di Cassazione. Più di 500 euro di multa, oltre al risarcimento dei danni, questo può costare l’accusare qualcuno di essere oggetto di tradimento, soprattutto se l’accusa è fatta in pubblico. Lo comunica l’Ansa riportando la notizia di una condanna emessa dal Tribunale di Aosta all’indirizzo di un uomo che, durante una lite con un conoscente, lo aveva poco gentilmente “informato” in merito all’infedeltà della di lui moglie, tutto fatto in pubblico, davanti a tutti. Insomma, non ci si può più permettere di dire «Tiene ’e ccorna!» alla gente, a meno di non farlo in pieno rispetto della privacy.

08:20 Scritto da: cnsb in Curiosità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook