30/06/2007

La Napoli che porto via con me

4c415dc8deeb0da2a9a54364eff63ab2.jpgIl soggiorno partenopeo è terminato, le dolomiti bellunesi sono di nuovo lo scenario delle mie prossime giornate e, per uno come me che non si rassegnerebbe mai a vivere in un’atmosfera metropolitana, che sia del nord o del sud, anche se la distanza dalle proprie radici costa, tornare tra le montagne venete non può che far piacere. Eppure, in un 3913f455ae13c7898bffd3d8215a3c94.jpgperiodo in cui di Napoli si parla tanto male, io lascio la mia città portandomi dietro immagini che è da troppo tempo che non si vedono più, pur trattandosi sempre della stessa Napoli. Non è il caso di nascondersi dietro un dito, ma con il permesso dei mass-media, dei giornalisti, dei politici corrotti e della delinquenza che corrompe, col permesso di chi fa affogare 0569ae30af29860339b58411facddc0c.jpguna città nell’immondizia senza curarsi della salute dei cittadini e ancor meno della brutta figura che i Napoletani ci fanno, col permesso di chi, anzi, con l’immondizia della città più bella del mondo ci fa la propria ricchezza (più o fc3437e6d250f7077cd429f227a5ccb8.jpgmeno lecita) e siede dietro le fredde e asettiche scrivanie del Centro Direzionale (architettonicamente niente di più brutto e offensivo nei confronti di un'architettura che trasuda di storia), mi fa piacere portare con me proprio le immagini che testimoniano di una bellezza unica al mondo. Immagini che fanno rabbia perché 4953c1288ac8787573876f73066b685a.jpgnascondono altre tristi realtà, ma che destano orgoglio, perché restano pur sempre la fotografia di qualcosa di reale. 771dedcd1ea8c656ac9eb01a6154dd2e.jpgChi cerca l’immondizia, sappia che non c’è per strada, non in tutte le strade, almeno, e certo non meno di quanta ce n’è in certe coscienze malate che per denaro passano sopra la salute di quanti, dal centro alle periferie più degradate, sono costretti a respirare diossina e a bere df3f7176c2958b9bda24f5f17d0a56cd.jpgacqua inquinata. Ma chi cerca di conoscere una città dalla storia lunga, complessa, affascinante, chi sa e c9743d846acdf238bfde4127d65444c4.jpgcomprende che la pubblicità può far male ed essere fuorviante o, quanto meno, non pieno riflesso di un'identità più grande e completa, chi sa che c'è una Napoli di cui nessuno parla perché non fa 90a4c09d8dda5638384a7e747a93ae8f.jpgnotizia, può proprio in questi giorni, proprio d'estate, venire a vedere coi propri occhi che cos'è veramente questa città, quanto è difficile e bello viverla, nelle sue grandi contraddizioni.

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21/06/2007

...e bravo il sindaco di San Fior!

Lotta alla prostituzione, i "clienti" siano fotografati e finiscano sui giornali...in barba alle norme sulla privacy! L'intuizione del sindaco di San Fior (TV) è quella di considerare pubblico tutto quel che accade sulla "pubblica via", anche se i dubbi sul fatto che questa considerazione possa essere efficace, sono forti (soprattutto perché colpirebbe quasi a morte un mercato intorno al quale girano troppi interessi, molto spesso collegati a personaggi insospettabili e molto potenti). L'idea è di acquistare spazi sui giornali, su cui pubblicare le foto degli "avventori". Se l'idea dovesse avere successo, io non ho il minimo dubbio sull'efficacia che avrebbe, perché va a colpire il gigante dai piedi d'argilla: finché nessuno ti becca in flagrante, nessuno saprà mai quello che fai, nessuno te lo impedirà mai e, di conseguenza, per la legge della domanda e dell'offerta, c'è da immaginare sempre un'offerta crescente, come di fatti accade su alcune delle arterie principali della provincia di Treviso. Non mi è chiaro, ma che io ne sappia, non esiste alcuna legge precisa che vieta esplicitamente alle donne di "esercitare la professione di prostituta"...oppure di dedicarsi "al mestiere"! Anzi, per quel che ne so io, addirittura qualche parlamentare di sinistra, in passato, propose di legalizzare il fenomeno, in modo da obbligare anche le prostitute a pagare le tasse. Eppure mi sorge un dubbio: delle professioniste del marciapiedi ci si preoccupa tanto, a giusta ragione, visto che a rischio c'è la salute della gente, l'ordine pubblico, il decoro, la dignità umana e la sicurezza (tanto per ricordare tutti gli incidenti che si verificano a causa dei rallentamenti improvvisi, in prossimità dei "fuochi fatui"), ma come si fa a contrastare il rapido proliferare delle molte meretrici del potere (che siano donne, uomini o di terza categoria), quelle che, piuttosto che rispettare le responsabilità di cui sono investite, governano a livello nazionale o locale e comandano pure nei piccoli ambienti dell'impresa privata e che fanno molti più danni con la corruzione? Non sarà che la lotta alla prostituzione serva da specchietto per le allodole (con il dovuto rispetto per l'encomiabile iniziativa del primo cittadino di San Fior)?

10/06/2007

Torna la serie A

272552af3ef12cb55220916545047efa.jpgIl Napoli (foto ANSA a lato) torna nel massimo campionato, finalmente la serie A è una realtà, anche se l'ultima partita avrebbe potuto regalare altre emozioni se fosse finita ine7cca8082f4abaa6576e36bd7fafdad7.jpg vittoria invece che in pareggio (foto a destra dal sito ufficiale). Bello da sapere, anche per uno che non ha mai capito niente di calcio, né lo ha mai seguito, come me.

a1279571c63d0a496d2b45cf44ad045e.jpgSentire i caroselli  delle auto (foto a lato dal sito napoli.com), la festa e l’esplosione del tipico entusiasmo partenopeo, specie a distanza, non può non far piacere. Napoli è sempre la stessa, se subisce drammaticamente il malessere dell’affare politico/camorristico dell’immondizia, ci mette poco a “riaccendersi” e a dimenticare, per un momento, per festeggiare la promozione tanto desiderata. Se la realtà fa male, almeno c’è la capacità di sognare per tirare a campare, sperando di non prendere un malanno a causa di chi, per denaro, è sempre capace di passare sopra i cadaveri degli altri…purché non sia pura rassegnazione, fa bene sognare ogni tanto. E allora forza Napoli! In un verso o nell’altro!

17:50 Scritto da: cnsb in sport | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

09/06/2007

WEB & CELL: giovani e media

Il disagio sociale e le difficoltà di apprendimento dei ragazzi, oggi costituiscono la regola, più che l’eccezione. Sotto accusa sono lo spazio e il tempo virtuale di internet e il telefono cellulare, non in quanto tali, naturalmente, ma per l’uso scorretto che se ne fa. La Confederazione di organizzazioni italiane per la ricerca analitica su gruppi (Coirag) ha aperto ieri, a Milano, un convegno dal titolo “Psiche, affetti e teche che, tra gli altri temi, porrà l’accento su cosa sta cambiando e come, nella mente e nelle relazioni sociali dei ragazzi, a causa dell’uso prolungato del web e dei telefonini (oltre che della televisione). Spero di riuscire a tenerVi informati sugli esiti del convegno, intanto, per parte mia, qualche idea al riguardo ce l'ho sempre avuta, anche se si tratta di considerazioni opinabili.

Le comunicazioni sociali, in breve tempo ed in maniera troppo drastica, sono state danneggiate da mezzi di comunicazione di massa sempre più evoluti tecnologicamente, che hanno massificato i contenuti di una comunicazione non più sana.

Finché la televisione appariva l’unica demonizzazione nel campo dei mass-media, tutte le chiacchiere che si facevano lasciavano il tempo che trovavano. Tutti in ogni caso erano e sono d’accordo sul fatto che l’inganno principale che la televisione ha prodotto è stato ed è tuttora quello di mostrare immagini e suoni apparentemente reali. Quel che si vede in tv è qualcosa che noi stessi potremmo vivere da vicino, solo che non è quello che noi, in quel preciso momento stiamo vivendo. Tutti sappiamo che qualunque cosa passi a noi attraverso il grande schermo è manipolabile e, di fatto, manipolato ad arte, secondo le esigenze commerciali e/o politiche che di volta in volta si nascondono dietro i vari programmi inseriti nei palinsesti. Tuttavia la maggior parte degli spettatori sta davanti al monitor, con la convinzione di esser dentro ad una realtà di cui a conti fatti è partecipe solo marginalmente e, in più, con l’illusione di poter fuggire dalle realtà fastidiose, semplicemente cambiando canale.

07f3e6695d65c57ad77c14a54b3ca737.jpgInternet è il non-luogo universale in cui si svolgono relazioni di quasi tutti i tipi. I contenuti veicolati riguardano praticamente tutto. È di fatto impossibile operare una benché minima selezione dei contenuti fruibili. L’azzeramento delle distanze comporta la confusione (voluta o casuale) dei ruoli, la possibilità di dare di sé un’immagine falsata senza alcun tipo di controllo, la possibilità di mentire e di costruire relazioni interpersonali che si basano su codici comportamentali completamente nuovi e, tra l’altro, non sempre necessariamente vincolanti, specialmente quando risultano scomodi.

7251ecd03d2e03d45ffd293251f5855c.jpgLa comunicazione mediata telefonicamente viene a creare, prima della diffusione del cellulare, alcune ben definite situazioni: le persone possono trovarsi a casa propria, al lavoro, per strada o da amici o parenti, ma in linea di massima si tratta di situazioni ben circoscritte, che determinano dei codici comportamentali e delle dinamiche comunicazionali facilmente individuabili. Questo dà alla comunicazione delle coordinate che orientano gli interlocutori in un senso abbastanza lineare e certo ben diverso da quello in cui sono orientati oggi.

Il cellulare innanzitutto genera due situazioni specifiche:

1.      determina reperibilità (chi ce l’ha acceso può essere rintracciato in qualunque momento e quasi ovunque) e quasi obbliga moralmente il proprietario a rispondere alla chiamata (di conseguenza annulla l'effetto "liberatorio" che si poteva vivere dall'inevitabile rintracciabilità telefonica, se si staccava la spina andando a far quattro passi o a prendere un caffè al bar, per esempio);

2.      pone il chiamante nella consapevolezza di non avere la minima idea di dove possa trovarsi il chiamato, annullando ogni possibile orientamento che si aveva, quando si faceva una telefonata ad una persona, "a casa" o "in ufficio", però in più fornisce al chiamante la quasi sicurezza di poter parlare con la persona cercata.

Inoltre il telefonino non è solo un apparecchio telefonico: si è evoluto fino a diventare un supporto utile per scrivere, parlare, vedere a distanza il proprio interlocutore, consultare e inviare la posta, far ricerche, fare acquisti, informarsi, scambiarsi musica, immagini…ecc. Questo determina una gamma di situazioni enormemente più grande, rispetto a quella che si determinava attraverso la comunicazione telefonica col telefono fisso, con l’evidente obbligo ad obbedire ad una pluralità di codici di comportamento così vasta da determinare o una maggiore adattabilità a circostanze diverse, oppure, nel caso negativo, una confusione di ruoli specifici e quindi disorientamento.

La stretta relazione tra i giovani e i media (TV, cellulare e Internet), quando non è indirizzata secondo criteri pedagogici, etici e umani sani, espone i ragazzi ad una vasta gamma di stimolazioni emotive di breve effetto e senza contenuti duraturi (stimolando il lato emotivo senza alimentare emozioni vere), conferisce loro una falsa percezione della realtà circostante, insieme all’illusione del pieno controllo di essa attraverso la padronanza dei mezzi a disposizione (vedi l’effetto telecomando), nascondendo un nesso molto più realistico con il gran “senso di vuoto” che si va a generare. Tutto questo produce inevitabilmente una serie di anomalie nella gestione dello spazio e del tempo, dà luogo a relazioni interpersonali adimensionate, conducendo in alcuni casi alla propria spersonalizzazione, all’abbassamento del livello dell’autostima (a causa della mancanza di occasioni di confronto vero, personale e non mediato) e, infine, alla più comune e apparentemente inspiegabile insoddisfazione. Che sfocia in due reazioni diverse: o si va a ricercare nuovi stimoli emotivi, sempre più vuoti di significato, ma “forti”, generando un circolo vizioso, oppure si finisce in depressione, situazione estremamente difficile da recuperare. Naturalmente tutto questo presuppone l’obbligo di un approfondimento della dimensione etica dei mezzi di comunicazione di massa e della loro missione educativa, occorrerebbe un programma di bonifica sia della TV, sia di Internet, ma ho idea che ne siamo ancora molto lontani, anche perché bisognerebbe innanzitutto mettersi d'accordo sui criteri che la bonifica dovrebbe seguire.

00:40 Scritto da: cnsb in tecnologia | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

03/06/2007

Da adesso si ricomincia

Adesso è tutto pronto, il trasferimento dal vecchio blog è completo. Tra un po' partirà la mail di avviso a tutti i contatti e così ricomincia una seconda fase del vecchio "notimenospace". Da adesso probabilmente non scriverò molto frequentemente come capitava prima, però riuscirò ad essere sicuramente più presente rispetto a quest'ultimo annetto di assenza. Del passato, comunque, non si cancella niente, per cui gli articoli passati restano leggibili, dato che il vecchio blog non lo cancellerò. Sapete che è stato un periodo complicato, mi sono trasferito in Veneto a lavorare e così vita nuova, blog nuovo. Adesso nella community di Alice potrete trovare tutti i miei riferimenti. Detto questo, Vi aspetto come sempre. A presto!

14:25 Scritto da: cnsb | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

02/06/2007

Forse ci siamo

In effetti sembra che vada tutto bene. Da adesso userò questo sito come mio blog, anche se non sono sicuro di mandare molti articoli frequentemente. In ogni caso, per chi volesse farsi un'idea di quello che era il mio vecchio blog, Vi rimando tutti al "notimenospace", che resterà attivo ancora per un po'. Grazie a tutti e a presto!

23:09 Scritto da: cnsb | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Primo post, ma non IL PRIMO

Un saluto a tutti e ben trovati. Questo in realtà, più che un post vero, è una prova tecnica. Se funziona secondo le caratteristiche che mi aspetto, è molto probabile che trasferisca il mio blog iniziale in questo. Altrimenti chi avrà avuto modo di leggermi e volesse contattarmi ancora, può trovarmi agli indirizzi: pasqualenesi@alice.it oppure pasqualenesi@gmail.com. Grazie per la gentile attenzione e a presto!

22:30 Scritto da: cnsb | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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